Blue Flower

Avviso per la Comunità

Domenica 13 novembre 2016 

 

In questi giorni ci scusiamo con chi frequenta la preghiera

per alcuni problemi nell’illuminazione e amplificazione

dovuti a un fulmine che domenica 6 novembre alla sera ha colpito la nostra chiesa

provocando diversi danni all’impiantistica, alle campane e all’organo.

Ringraziando Dio perché queste cose si riparano partecipiamo alla preghiera

anche con questi disagi.

 

Grazie di cuore

Comunità Parrocchiale San Silvestro papa

Villa Adriana

 

Grazie alla tenerezza

e misericordia del nostro Dio. (Lc 1, 78)  

 

Pellegrinaggio Giubilare della Chiesa Tiburtina

Roma, sabato 22 ottobre 2016

 

Che cos’è la Messa?

 

Nel cuore della quaresima sostiamo per formarci sul senso e il valore della Messa:

entreremo nel mistero (“mistagogia”) della celebrazione eucaristica per abilitarci ad una partecipazione più consapevole e attiva, guidati da Padre Ildebrando Scicolone, osb.

 

 

 

 

 

Comunità Parrocchiale San Silvestro Papa

Villa Adriana

 

Benedizione alle famiglie 2016

dal 22 febbraio all'8 marzo 2016

 

Comunità Parrocchiale San Silvestro Papa

Villa Adriana

 

Benedizione alle famiglie 2016

dal 16 al 25 febbraio

Comunità Parrocchiale San Silvestro Papa

Villa Adriana

 

Benedizione alle famiglie 2016

La Comunità parrocchiale s’incontra per fare esperienza di Gesù

conoscendo la nostra fede

Parrocchia S. Silvestro Papa

Via di Villa Adriana 3
00010 - VILLA ADRIANA - TIVOLI (RM)
Tel. 0774 - 530247

Silvestro, vissuto nell''epoca di passaggio fra le ultime persecuzioni e l''era della pace inaugurata dall''imperatore Costantino, fu per vent''anni vescovo di Roma (314-335). Il suo fu un pontificato tranquillo, perché il predecessore San Milziade aveva organizzato la chiesa e si era assicurato l''appoggio dell''imperatore Costantino.

Dovette però affrontare le ingerenze imperiali in materia religiosa ed ecclesiastica. A tale proposito sembrò quasi che l''autorità papale venisse eclissata da quella imperiale.

Silvestro ebbe comunque un ruolo importante nella trasformazione della Roma pagana in Roma cristiana. Sotto il suo pontificato si celebrò il grande concilio ecumenico di Nicea (325), che proclamò contro l''eresia Ariana la fede nella divinità di Cristo, Verbo consustanziale al Padre.

Organizzatore della vita ecclesiastica romana, Papa Silvestro I promosse la costruzione delle prime grandi basiliche. L''imperatore Costantino non lesinò le sue approvazioni e i suoi appoggi anche finanziari per la vasta opera di costruzione di edifici ecclesiastici, che caratterizzò proprio il pontificato di S. Silvestro.

Secondo il Liber Pontificalis, dietro preghiera del vescovo Silvestro, Costantino avrebbe fondato la basilica di San Pietro sul colle Vaticano sopra un preesistente tempio di Apollo, tumulando il corpo dell''Apostolo in un sarcofago di bronzo ciprio. Fu ancora la collaborazione tra papa Silvestro e Costantino a consentire la costruzione delle altre due importanti basiliche romane, quella in onore di San Paolo sulla via Ostiense e soprattutto quella in onore di San Giovanni.

San Silvestro morì appunto nel 335. La Depositio episcoporum del 354 data al 31 dicembre la sua sepoltura nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. Papa Silvestro I dimorò a lungo in Sabina. Secondo quanto ci dice Renzo Di Mario nel suo libro "ritratti sabini" l''imperatore Teodosio II, in memoria di San Silvestro I ampliò la chiesa foronoviana assegnandole il territorio che si estendeva tra il Tevere, il Calentino e la diocesi di Rieti.

La leggenda racconta che il pontefice che ebbe dall''imperatore Costantino la tanto discussa "Donazione", in cambio della guarigione dalla lebbra, lasciata Roma dove infierivano devastanti persecuzioni imperiali, si era rifugiato nei ruderi di un tempio di Apollo, sulla cima del Monte Soratte.

Mentre in una notte buia e tempestosa, vegliava in preghiera, scorse, in direzione dei monti sabini, un intenso bagliore, proprio al di sotto dell''altura da dove stava per sorgere il sole. Nel frattempo che la tempesta si dileguava gradualmente, il baleno del sole cresceva sempre di più. Il santo comprese che Dio intendeva richiamare la sua attenzione su quelle cime boscose e si mise in cammino in direzione del monte Tancia.

Giunto sul luogo dopo aver percorso una ventina di chilometri, apprese che proprio sul sito dove era apparsa la luce si trovava una grotta al centro della quale era adagiato un grosso stalattite, adorato come un influente dio sabino. Silvestro si adoperò di convertire subito i guardiani, distrusse l''idolo e pose al suo posto un altare dedicato a San Michele, il santo delle alture. Bene, fin qui le frasi contenute nel libro di Di Mario. Sappiamo anche che Papa Silvestro I lasciò un segno della sua permanenza in Sabina anche a Poggio Nativo (Rieti). Questo centro aveva 2 parrocchiali.

La prima, antichissima perch? edificata al tempo della costruzione del borgo medievale, era dedicata proprio a San Silvestro. La chiesa in oggetto è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1915, abbandonata e lasciata andare in rovina. Ai nostri giorni le pareti sono ancora in piedi, manca il tetto. La seconda parrocchiale, l''attuale, è dedicata alla SS. Annunziata. Quest''ultima chiesa fu edificata poich? visto il notevole aumento della popolazione, i Savelli decisero di costruire un''altra chiesa parrocchiale, grande e moderna, sotto l''invocazione della S.S. Annunziata.

Alcuni storici accolgono la tradizione secondo la quale detta chiesa sarebbe stata eretta in sostituzione di una antichissima cappella dedicata alla Beata Vergine Maria e che la consacrazione sarebbe avvenuta per le mani dello stesso pontefice San Silvestro I.

Alla primitiva cappella appartenne il portale che fa ancora mostra di sè nell''attuale chiesa ed il fonte battesimale. Nella parrocchiale dell''Annunziata si può ammirare anche una bellissima statua lignea di San Silvestro. La statua prima si trovava nell''altra parrocchiale poi danneggiata dal terremoto. Anche la parrocchia di Casali di Poggio Nativo è dedicata a San Silvestro Papa.

Silvestro I, papa, santo, Romano (31 gennaio 314 - 31 dicembre 335), fu sepolto nel Cimitero di Priscilla sulla Via Salaria, dove viene ricordata negli Itinerari del VII secolo, una basilica in suo onore.

Paolo I lo fece traslare, il 2 giugno 761, nell’Oratorio del monastero di S. Silvestro in Capite e il 17 luglio nella chiesa. Qui, nel corso di restauri effettuati nel 1596, fu ritrovato e da Clemente VIII posto sotto l’altare maggiore.

Il capo è conservato in sagrestia in un reliquiario ottocentesco. Parte di una gamba era a S. Maria in Via Lata e resti di un braccio a S. Cecilia. Sue reliquie furono usate nel 1500 per la consacrazione dell’altare del tempietto del Bramante a S. Pietro in Montorio. Una tradizione lo vuole, invece, traslato nel 756 a Nonantola (Modena).


M.R.: 31 dicembre - A Roma il natale di san Silvestro primo, Papa e Confessore, il quale battezzò l''Imperatore Costantino Magno, e confermò il Concilio di Nicea, e dopo molte altre santissime opere si riposò in pace.

I sacerdoti della parrocchia

Don Salvatore Cassata (Amministratore Parrocchiale) fino al 26 febbraio 2011

Don Silvano Castadi dal 17 novembre 2002 al 15 novembre 2010

Don Andrea Jaworek (vice parroco)

Don Marco Formica (vice parroco) dal 3 maggio 2003 al 31 ottobre 2005

Don Lorenzo Gagliano 

Don Andrea Pasquali

Don Agostino Panattoni

 

La città di Villa Adriana nasce come zona rurale ai piedi di Tivoli.

Intorno al 1930 dove ora sorge l’attuale centro urbano di Villa Adriana, esisteva solo qualche cascina con coloni e qualche casetta agricola dei piccoli proprietari  terrieri di vigne ed orti.

Stabile dimora in questa zona l’avevano solo alcuni impiegati e operai della Villa Imperiale, alcuni coloni e butteri.

Il centro attivo era rappresentato dallo stabilimento Pirelli ( attuale Trelleborg) in cui lavoravano allora circa 700 persone. Non esisteva una chiesa, la tradizione orale racconta che le poche famiglie abitanti a Villa Adriana dopo un’intensa giornata di lavoro si radunavano vicino all’edicola del Santissimo Salvatore per recitare il rosario.
La vita spirituale comunitaria di Villa Adriana nasce proprio come esigenza di queste famiglie. La costruzione dell’oratorio e di una piccola cappella fu voluta e finanziata dal Conte Gualdi e successivamente le suore di San Francesco di Sales si stabilirono nei pressi dell’oratorio per prendersi cura dell’educazione cristiana dei ragazzi.

All’inizio degli anni trenta a Villa Adriana abitavano in tutto circa sessanta famiglie.

Intorno al 1939-40 si verificò un forte incremento demografico, in quanto coloro che trovarono lavoro a Pirelli, alcuni ufficiali e sottoufficiali dell’aeronautica di Guidonia e parecchi scalpellini e cavatori provenienti dalla Toscana o dai paesi intorno a Tivoli, fissarono la loro dimora in questa zona o costruendo a fatica delle casette, o prendendo a basso fitto quelle già esistenti.

Da qui la necessità di costruire una chiesa che potesse accogliere tutta la popolazione.

I lavori iniziarono, anche se a fatica a causa della esile attrezzatura e della mancanza di materiale. Il periodo della guerra non permise il completamento della chiesa comunque utilizzata.

La Seconda Guerra Mondiale (1940-1945) provocò una profonda stasi demografica a causa della mobilitazione generale alle armi e a causa delle inevitabili lacerazioni in tutte le famiglie, morti violente e mancata natalità.

Le infauste vicissitudini che colpirono tutta l’Italia si rifletterono in scala ridotta nella piccola zona rurale di Villa Adriana che ebbe la sua parte di distruzione e vittime di guerra.

Il 29 marzo 1944 una bomba anglo-americana distrusse la chiesa, costruita con grandissimi sacrifici e la popolazione fu accolta dalle suore per le celebrazioni liturgiche fino al 1947.

“Passato l’uragano distruttore della guerra , i mal ridotti superstiti cominciarono un disegno di ricostruzione  lento ma ardito. E, quella Chiesa martoriata nelle sue membra e rasa al suolo nelle sue mura, con nuovo coraggio e con fede rinvigorita iniziò la propria lenta ma decisa ricostruzione.

L’incremento demografico riprese a rifiorire con lo sviluppo delle industrie. La benemerita Società Pirelli insieme alle fiorenti cartiere  e alle cave di travertino, occuparono tantissime persone provenienti da tutte le parti d’Italia. Ciascuno cominciò a comprare, con sacrifici non indifferenti, piccole frazioni di terreno su cui poter costruire una casetta dove alloggiare con la famiglia, e lo sviluppo demografico incominciò anche a comportare uno sviluppo urbano piuttosto frettoloso e disordinato.[…]

Il 7 dicembre 1947 la Chiesa  veniva consacrata da S.E. Mons. Domenico Della Vedova e inaugurata l’8 dicembre dal Cardinal Clemente Picara, vicario del Papa Pio XII.

In quei giorni di fine lavoro e nei successivi di festa, a due anni dalla conclusione del triste periodo bellico, tutta la popolazione di Villa Adriana era in tripudio e il coinvolgimento di tutti coloro che avevano prestato la loro opera fu grande tanto da indurre anche persone che non conoscevano la zona a far festa con loro.”

Dopo la costruzione dell’edificio di culto e la casa per chi doveva officiarlo, si sentì il bisogno di creare spazi che servissero a sollevare culturalmente e socialmente il popolo lavoratore. Per questo nel luglio del 1949 iniziò  la costruzione di un locale da adibirsi a sala cinematografica e, successivamente, una sala per uomini e donne, il tutto circondato da un architettonico porticato. Quest’opera andò avanti fino al 1960 con grandi contributi della Società Pirelli e dell’Ing. Giudici.

Nel 1987 una piazza, dei parcheggi, un mercato coperto, attrezzature sportive pubbliche erano ancora un sogno e anche il turismo non era affatto sviluppato.

Il 3 ottobre 1970 Don Agostino Panettoni ( a cui va il merito di aver raccolto tutte queste notizie sulla storia di Villa Adriana, non esistendo altro documento) fu chiamato all’incarico di Segretario Generale della Visita Pastorale. Il suo lavoro, allora, era quello di prendere contatto con tutte le realtà pastorali, di ascoltare i sacerdoti, suore e laici, di accompagnare il Vescovo in tutte le sue visite ed infine coordinare il lavoro di Convisitatori e Vicari per poi redigere una relazione finale su ciascuna realtà pastorale.

Il Vescovo di Tivoli incaricò Don Agostino a servire la comunità di Villa Adriana e il 31 ottobre 1971 fu presentato al popolo, poi, il 1° gennaio 1976 divenne parroco di San Silvestro. Da qui iniziò il lungo periodo di cambiamenti sia per quanto riguarda l’aspetto materiale dei lavori e della ristrutturazione della Chiesa, sia dal punto di vista ideologico, facendo maturare nella comunità di Villa Adriana una mentalità aperta alla collaborazione e alla fede.

Questo lavoro di formazione maturò la coscienza di parecchi laici che, di fronte ad un’opera impegnativa non lasciarono solo il sacerdote, profondendo generosamente le loro energie.

Per quanto riguarda le altre strutture sociali, prime tra tutte furono le scuole che iniziarono  a  sorgere pian piano nel 1923 quando solo un insegnante provvedeva all’istruzione della prima e seconda elementare. Solo nel 1925 si formarono tutte e cinque le classi elementari che erano sistemate in locali nei cosiddetti “Casaletti Rossi” di Rocca Bruna, a Ponte Lucano, in un bar di via Paterno andato fallito.

Nel 1985 terminarono i lavori per la costruzione della scuola media in via Leonina e di un asilo nido in Vicolo Galli.

Nel 1987 la popolazione scolastica di Villa Adriana era così ripartita:
-Giardino d’infanzia: Statale 150 bambini. Privata 200 bambini. Tutti formano 10 sezioni
- scuola elementare: Statale 650 bambini. Privata 142 bambini. Tutti divisi in 35 classi.
-Scuola media: Statale 526 alunni divisi in 25 classi. Di questi, circa 130 si iscrissero alla Media Superiore, l’anno seguente.

Dal 1990 fino al periodo attuale si è assistito ad una continua ascesa della città sia dal punto di vista commerciale con la costruzione di grandi centri commerciali come la PAM, numerosi supermercati su Via Tiburtina e lungo via Maremmana, raccordo tra Ponte Lucano e il casello che introduce all’autostrada; e dal punto di vista urbanistico e culturale. Autosaloni, ristoranti, centri sportivi e locali ludici (bowling e sale giochi) sono sorti alla periferia di Villa Adriana nella zona comunemente riconosciuta come “Rocca Bruna” e continuano ad insediarsi sul territorio.

La città deve il suo nome alla presenza della Villa Imperiale di Adriano intorno alla quale si è sviluppata e grazie alla quale attualmente vanta uno sviluppo turistico non indifferente. Nel 2006 si calcola una popolazione di circa 14000 persone che se paragonate alle 60 famiglie ivi residenti nel 1930, si può avere un’idea della estensione urbanistica e territoriale che ha avuto negli ultimi settanta anni.

Sono state costruite nuove scuole, la più recente è la scuola elementare di via Leonina tra la scuola media Vincenzo Pacifici e l’asilo di Via Puglie. Sono stati avviati lavori di ristrutturazione e sistemazione dei parchi pubblici e delle aree verdi su tutto il comune di Tivoli e in particolare a Villa Adriana in cui attualmente si contano quattro giardini pubblici e una piazza in costruzione proprio davanti alle scuole.

Don Agostino ha lasciato a tutti i parrocchiani, oltre ad un bellissimo ricordo, il centro pastorale di recente intitolato alla sua memoria in occasione della ricorrenza della sua morte.

Il centro è costituito da un salone per assemblee e feste, una biblioteca, 12 aule in cui si svolgono catechismo e le attività dell’Azione Cattolica e servizi per quanto riguarda la parte interna. L’esterno comprende un campo polivalente per calcio, pallavolo e basket, campo da bocce, pista di pattinaggio, campo da tennis e cortile.

Attualmente a Villa Adriana vi sono due Chiese: San Silvestro Papa e la chiesa in Via Paterno divisa dall’agglomerato urbanistico propriamente detto da Via Tiburtina ; ci si sta adoperando anche per la costituzione di una nuova comunità religiosa nel Villaggio Adriano, luogo residenziale decentrato rispetto alle due Chiese già esistenti.
Lo sviluppo di Villa Adriana procede velocemente in tutti i vari ambiti della vita sociale e civile di una città adattandosi alla frenesia e alla dinamicità del terzo millennio appena iniziato.